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Affrontare lo stress negli operatori sanitari coinvolti nella gestione del CoViD-19. Alcune riflessioni cliniche

Federico Durbano
Psichiatra, Direttore Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze, ASST Melegnano e della Martesana


Barbara Marchesi
Psicologa Psicoterapeuta

L’epidemia legata all’infezione da SARS-CoV-2, definita CoViD-19, sta comportando nelle professioni sanitare un sovraccarico di impegno non solo fisico (turni di lavoro aumentati, riduzione dei riposi, incremento del carico assistenziale) ma anche emotivo.
La reattività emotiva, tipica delle situazioni di stress massiccio e improvviso, ha anche una definizione clinica (e non potrebbe essere altrimenti, in un mondo che “classifica” tutto): si chiama Critical Incident Stress Syndrome (CISS), ovvero sindrome da stress da incidente critico (Fullerton, C. S. & Ursano, R. J. Posttraumatic Stress Disorder: Acute and Long-Term Responses to Trauma and Disaster. Washington, D.C.: American Psychiatric Press, 1997; DeWolfe DJ. Training Manual for Mental Health and Human. Service Workers in Major Disasters, second edition. Substance Abuse and Mental Health Services Administration (Publication No. ADM 90-538), 2000) (vedi anche).

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